Un poeta americano ha usato Claude Code per trovare $4.2 miliardi di sprechi nel budget del Pentagono. Io ho fatto la stessa cosa per l'Italia.
Dataset CIG scaricato dal portale ANAC Open Data. Ogni riga rappresenta un lotto di gara con importo, stazione appaltante, tipo procedura e codice CPV.
Somma di tutti gli importi_lotto dei contratti attivi. Per confronto: il PIL italiano mensile è circa €160 mld. La PA muove quasi il 25% del PIL in contratti.
96.448 contratti su 112.879 sono assegnati senza gara. Include affidamenti diretti puri (82,2%), in adesione ad accordi quadro (2,1%) e a società in-house (1,1%).
Per ogni contratto, calcoliamo la mediana degli importi nella stessa categoria CPV (codice merceologico a 8 cifre, min 10 contratti). Se l'importo supera 10 volte la mediana, viene flaggato come anomalo.
Ho scaricato il dataset CIG di gennaio 2025 dal portale ANAC Open Data: 112.879 contratti per un valore complessivo di €37.3 miliardi. Ecco come vengono assegnati.
L'85% dei contratti viene assegnato per "affidamento diretto" — senza gara, senza competizione. Solo il 4.4% passa per procedura aperta.
Servizi (50%), forniture (41%) e lavori (9%). Le categorie più costose: medicinali (€5.5 mld), dispositivi medici, energia elettrica.
Stessa categoria merceologica, stesso mese, stessa Italia — prezzi fino a 100x diversi. Ho confrontato ogni contratto con la mediana della propria categoria CPV.
Il range tra il 10° e il 90° percentile mostra quanto variano i prezzi a parità di categoria. Più la barra è lunga, più la dispersione è anomala.
Nota metodologica: I dati ANAC non contengono il dettaglio delle quantità per contratto. Un contratto da €150K di carta potrebbe coprire 500 uffici. La dispersione dei prezzi a parità di categoria CPV resta un segnale forte di inefficienza sistemica, ma ogni caso andrebbe verificato nel dettaglio.
Queste analisi sono state condotte incrociando il dataset CIG (contratti) con il dataset Aggiudicatari (fornitori) di ANAC. Nessuno ha mai pubblicato questi pattern.
Frazionamento artificioso sotto soglia
La legge impone una gara pubblica sopra i 40.000€. Sotto, basta l'affidamento diretto. Ho analizzato la distribuzione degli importi: tra 39.500€ e 40.000€ c'è un picco anomalo con densità 10 volte superiore rispetto alla fascia immediatamente successiva (40-45K).
Questo pattern è il segnale classico del frazionamento artificioso: un acquisto grande viene spezzato in più contratti piccoli per evitare la procedura di gara. 281 coppie ente-fornitore hanno 2 o più contratti in questa fascia — per un totale di €25,6 milioni potenzialmente frazionati.
Enti con fornitore unico per categoria, senza gara
141 combinazioni ente-categoria dove un UNICO fornitore riceve tutti gli affidamenti diretti (5+ contratti nello stesso mese). Valore totale: €91,5 milioni.
| Ente pubblico | Fornitore unico | Categoria | N | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Regione Calabria | IBM Italia S.p.A. | Software | 5 | €29,4M |
| Poste Italiane | Calzaturificio Montebove | Indumenti | 8 | €12,2M |
| ATER Civitavecchia | Alfredo Cecchini SRL | Ristrutturazioni | 6 | €9,0M |
| Comune di Pisa | PISAMO S.r.l. | Lavori stradali | 5 | €3,7M |
| RAI | Dussmann Service | Pulizia uffici | 9 | €2,6M |
Centinaia di milioni in affidamenti diretti ricorrenti
Solo a gennaio 2025, RFI ha assegnato affidamenti diretti a 7 fornitori ricorrenti per un totale di oltre €700 milioni. Ogni fornitore riceve tra 36 e 49 contratti diretti in un singolo mese.
Concentrazione anomala su cifre rotonde
34.233 contratti su 97.042 affidamenti diretti (35,3%) hanno importi esattamente multipli di 100€. I più frequenti: €10.000 (1.383 contratti), €15.000 (1.076), €5.000 (1.066), €20.000 (990), €39.900 (848). Un importo di €39.900 è il 5° più comune tra tutti gli affidamenti diretti italiani.
Ho analizzato 2.286.398 progetti da OpenCoesione. Finanziamento totale: €355 miliardi. Di questi, solo il 53,5% è stato pagato.
Dal ciclo 2000-2006 al 2021-2027. Infrastrutture, formazione, ricerca, imprese, ambiente, trasporti, sanità.
Progetti con stato diverso da "Concluso": in corso, liquidati, non avviati. Finanziamento bloccato: €262 miliardi.
Progetti iniziati prima del 2016, non conclusi. 2.605 sono aperti da oltre 20 anni.
2.145 progetti con €1M+ finanziato, zero pagamenti, aperti da 5+ anni. Soldi che non si sono mai trasformati in opere.
8.039 progetti aperti da 10+ anni con €500K+ pagati. Totale: €30,3 miliardi.
€16,5 miliardi stanziati, zero spesi. Alcuni dal 1998.
| Progetto | Regione | Inizio | Anni | Finanziato | Pagato | Stato |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Tram di Palermo | Sicilia | 1996 | 30 | €299M | €172M | In corso |
| A3 Salerno-Reggio Macrolotto 4B | Calabria | 1998 | 28 | €369M | €342M | In corso |
| SS640 Agrigento-Caltanissetta | Sicilia | 1998 | 27 | €545M | €406M | In corso |
| Metro Napoli Linea 1 | Campania | 2000 | 26 | €1.385M | €573M | In corso |
| Anello ferroviario Palermo | Sicilia | 2002 | 24 | €152M | €0 | 0€ spesi |
| Ospedale S. Marco Catania | Sicilia | 2003 | 23 | €148M | €0 | 0€ spesi |
| Metro Napoli Linea 6 | Campania | 2004 | 22 | €126M | €0 | 0€ spesi |
| Ospedale Vibo Valentia | Calabria | 2018 | 8 | €126M | €0 | 0€ spesi |
Nota: Alcuni progetti "in corso" da decenni possono avere motivazioni legittime (rilanci, rifinanziamenti, lotti). I dati mostrano lo stato registrato su opencoesione.gov.it.
Fonte: OpenCivitas (SOSE/MEF). Ogni comune ha un "fabbisogno standard" — quanto dovrebbe costare erogare i servizi data la sua popolazione e territorio. Ecco chi spende di più rispetto allo standard.
Eccesso di spesa annuale rispetto al fabbisogno standard (dati 2022, Regioni a Statuto Ordinario).
Spesa storica vs fabbisogno standard per la raccolta rifiuti. Alcuni comuni pagano fino a 4x la media.
Firenze spende l'81% in più dello standard per la polizia locale. Genova il 75%.
Napoli spende €80 milioni sotto lo standard totale (-10%). Per i servizi sociali il gap è enorme: €91 pro capite contro €196 di fabbisogno standard (-54%). Significa meno servizi per chi ne ha più bisogno.
194,4 miliardi di euro. Il più grande piano di investimenti della storia italiana. A 8 mesi dalla scadenza, quasi 100 miliardi ancora da spendere.
L'88% degli investimenti reali è ancora incompleto. Le riforme (sulla carta) procedono. I cantieri no.
Bolzano: €597 pro capite. Calabria: €23. Rapporto 26 a 1. Stesso Paese, stesso PNRR.
Quanto spende l'Italia e per cosa. Dati 2025 dal Bilancio Semplificato della Ragioneria Generale dello Stato.
Le principali voci di spesa pubblica italiana. Ogni italiano paga €1.870/anno solo di interessi sul debito — prima che un euro vada a scuole, ospedali o strade.
L'Italia spende il 6,3% del PIL in sanità pubblica (media OCSE: 7,1%). Ultima tra i Paesi G7 per spesa pro capite. 6 milioni di italiani rinunciano a curarsi per motivi economici. La spesa sanitaria privata è di €40,6 miliardi — i cittadini si pagano le cure da soli.
Claude Code (Anthropic) — AI coding assistant usato per scaricare, processare e analizzare i dataset. L'intera analisi è stata condotta in un pomeriggio.
Portale ANAC Open Data — Dataset CIG Gennaio 2025 (CSV,
88MB, 112.879 righe). Analisi per codice CPV (categoria
merceologica), confronto con mediana di categoria.
dati.anticorruzione.it/opendata/dataset/cig-2025
OpenCivitas (SOSE/MEF) — Fabbisogni standard vs spesa
storica, dati 2022, Regioni a Statuto Ordinario.
opencivitas.it/it/open-data
OpenCoesione — Dataset “progetti_esteso”
(Parquet, 290MB, 2.286.398 progetti). Tutti i progetti
finanziati con fondi di coesione dal 1996 al 2027.
opencoesione.gov.it/it/opendata
Corte dei Conti (Relazione gennaio 2026), Il Sole 24 Ore,
Parlamento Europeo, Fondazione Agnelli.
openpnrr.it
RGS/MEF Bilancio Semplificato 2025, Bankitalia, GIMBE,
Mil€x, Osservatorio CPI Università Cattolica.
openbdap.rgs.mef.gov.it
La storia originale: @Argona0x su X (15 marzo 2026) — Claude Code usato per analizzare il budget del Pentagono. 340 contratti flaggati, $4.2 miliardi di sovraprezzi potenziali.